PERCHE’ SI DICE “ACQUA IN BOCCA?”

Il modo di dire “acqua in bocca” sembra legato alla storia di una donna devota che aveva la lingua lunga e maligna.

La donna per porre rimedio al suo difetto e per evitare di ricorrere nel peccato, chiese aiuto al parroco del paese. Il parroco inizialmente non sapeva davvero cosa fare e a quale rimedio appellarsi, finchè non gli venne in mente un’idea che gli parve geniale.

Diede alla donna una boccetta contente acqua e le disse di tenerne in bocca un pò ogni qual volta sentisse la necessità di sparlare. Alla donna non parve subito un’ottimo rimedio, ma fidandosi del parroco così fece e, non riuscendo a parlare con la bocca piena d’acqua, ottenne dei meravigliosi risultati, e da quel giorno pose rimedio al suo difetto.

UNA MELA AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO?

Lo sapevate che l’Alzheimer e la salute della nostra bocca sono strettamente collegate tra loro?
Proprio così, da una ricerca svedese risulta infatti, esserci una stretta correlazione tra una capacità masticatoria efficiente e la malattia neurodegenerativa (demenza).
Questa ricerca basata su un gruppo di oltre 500 persone con più di 77 anni, ha collegato la difficoltà a mangiare cibi duri come ad esempio le mele, ad un rischio maggiore di demenza e di disturbi cognitivi.
Quando invecchiamo le nostre funzioni cognitive e la stessa memoria tendono a peggiorare. Sono vari i fattori che spiegano questo deterioramento, uno di questi è la difficoltà a masticare per scarsità o assenza di denti, con conseguente riduzione del flusso di sangue al cervello.
Non risulta rilevante invece se la masticazione avviene con denti sani o con dentiere parziali o totali; purché avvenga in modo corretto.
Una forte associazione risulta anche tra la perdita di denti prima dei 35 anni di età e l’Alzheimer. Uno studio ha rilevato una maggiore probabilità di sviluppare disturbi cognitivi, in altre parole la perdita di denti potrebbe accelerare la neurodegenerazione.
Altre ricerche invece collegano la patologia parodontale (infezione del parodonto, cioè dei tessuti di sostegno del dente: osso , gengive e legamento dente-gengiva) alle patologie neurodegenerative, in quanto i batteri del cavo orale potrebbero entrare nel circolo sanguineo e arrivare al cervello danneggiandolo.

Unica soluzione?
Cercare di abbassare i rischi,almeno dove possiamo intervenire, per il bene non solo della nostra bocca ma anche del nostro cervello.

ANTIBIOTICI E SOLE

Lo sapevate che se state seguendo una terapia antibiotica è meglio non esporsi troppo al sole?

Ebbene sì!
Mare o non mare, se state seguendo un terapia antibiotica, sia per via orale ( pastiglie ecc… ) che topica ( pomate ecc… ), è meglio evitare di prendere il sole, infatti per alcuni antibiotici avviene il fenomeno della fotosensibilizzazione o fotoallergia.

Esistono diverse famiglie di antibiotici, che si differenziano per il principio attivo che contengono, in particolare la reazione alla luce solare è tipica dei sulfamidici, i chinolici e le cicline come amoxicillina.
Infatti alcuni principi attivi contenuti all’interno di questi farmaci portano alla comparsa di una reazione simil allergica.

Ovvero a contatto con la luce del sole i principi attivi degli antibiotici reagiscono a livello della pelle portando alla formazione di macchie rosse, pigmenti, o nei casi più gravi bolle.
In questo caso si parla di fotosensibilizzazione e la pelle interessata è unicamente quella esposta in modo diretto ai raggi solari.

Nel caso della fotoallergia invece è interessata tutta la pelle, anche quella parte non esposta direttamente ai raggi solari, il farmaco in questo caso non interagisce con la cute, ma con il nostro sistema immunitario, creando una reazione simile all’orticaria, con prurito e con rossore.

Queste conseguenze regrediscono in modo spontaneo una volta interrotto l’uso del farmaco, attenzione però perchè questo vuol dire interrompere una terapia già in atto, che così non avrà benefici ed efficacia. Se proprio non si resiste alla tinterella, consigliamo quindi di rivolgersi al proprio medico di base per prendere ogni precauzione in merito e di leggere attentamente il foglietto illustrativo del farmaco, utilizzare una crema solare ad alta protezione ed evitare solarium e lampade, infatti gli effetti della luce artificiale sono peggiori di quella solare.

LE 5 ERBE PER LA SALUTE DEI DENTI

Per mantenere la salute della bocca non c’è niente di meglio di filo, spazzolino e dentifricio che ci aiutano a eliminare la placca batterica.
Ma un valido aiuto può esser dato anche dalle erbe come salvia, ratania, camomilla, echinacea e mirra.

SALVIA: Il termine salvia deriva dal latino salvus, che significa sano, salvo. La salvia officinalis era già usata in tempi antichissimi per le sue molteplici proprietà. E’utile nei casi di infiammazione gengivale, aiuta a sfiammare le gengive e a fermarne il sanguinamento. E’ molto utile anche nei casi di alitosi, basta far bollire 50 gr. di foglie di salvia in 1 litro di acqua e, dopo averla filtrata, si consiglia di fare sciacqui 2-3 volte al giorno.
RATANIA: Arriva dal sud Africa, e già gli Indios la usavano per mantenere la salute della bocca. I suoi poteri sono contenuti nella radice che aiuta a mantenere sane le gengive e previene la formazione delle carie. In alcuni paesi la radice viene utilizzata direttamente al posto dello spazzolino. Oggi in commercio si possono trovare dentifrici e collutori che sfruttano le sue proprietà.
CAMOMILLA: Ha un effetto lenitivo e decongestionante. Si consiglia di fare un infuso con un cucchiaino di camomilla in una tazza di acqua bollente, dopo 5 minuti filtrate la soluzione e, con la restante parte, fate degli sciacqui 2-3 volte al giorno.
ECHINACEA: Dalla radice dell’echinacea, già gli indiani d’America, ne ricavavano un collutorio con effetti benefici per il cavo orale, e non solo. L’echinacea potenzia il sistema immunitario, stimolandolo nella formazione di globuli bianchi, per questa sua capacità è considerata uno dei migliori antibiotici naturali. Ha inoltre, un effetto lenitivo. Prendete la tintura madre di echinacea e versatene qualche goccia in un bicchiere d’acqua, con questa soluzione fate degli sciacqui 2 volte al giorno.
MIRRA: La mirra ha un effetto antisettico, astringente e combatte l’alitosi. Veniva già usata in tempi antichissimi, anche dagli stessi Egizi durante le imbalsamazioni. In un bicchiere di acqua tiepida mettere 5 gocce di mirra e fare sciacqui 2 volte al giorno. Ancora oggi, in Israele, si usa mettere direttamente la mirra in polvere sullo spazzolino da denti.

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