ALIGN TECHNOLOGY RAGGIUNGE I 4 MILIONI DI PAZIENTI

Align Technology annuncia che sono 4 i milioni di pazienti ad aver iniziato un trattamento con il sistema Invisalign, primo sistema ortodontico di mascherine trasparenti nel mondo.

Un significativo traguardo per l’azienda che dimostra il crescente consenso nell’utilizzo del trattamento Invisalign come strumento principale per l’allineamento dei denti. A seguito di questo risultato, Align Technology riafferma il proprio impegno a favore di tutti i bambini nati con malformazioni come labbro e palato leporino. Da un lato, offrendo la fornitura di un trattamento, dall’altro con la donazione di 1 dollaro a Operation Smile per ogni condivisione della foto di un sorriso con l’hashtag #4millionsmiles su Facebook, Twitter o Instagram, per una donazione totale fino a un milione di dollari.

Align Technology si impegna a promuovere l’innovazione nei suoi prodotti e delle loro caratteristiche e sostenere gli Invisalign provider per fargli raggiungere i più alti risultati.

Il 4 milionesimo paziente è Matthew Webb, che sta ricevendo il trattamento seguito dal dottor Graham Tinkler, un professionista Invisalign del Bupa Dental Centre, Bank, Londra. Per evidenziare questo importante traguardo per l’Azienda, il signor Webb apparirà nella prossima campagna Invisalign, intitolata One in Four Million.

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Operation Smile

Operation Smile è un’organizzazione internazionale medica no profit che ha fornito centinai di migliaia di interventi chirurgici gratuiti per bambini e ragazzi nei paesi in via di sviluppo, nati con labbro o palato leporino o altre deformazioni facciali. Si tratta di una delle organizzazioni di volontariato più antica e grande, dedicata al miglioramento della salute e della qualità della vita dei bambini in tutto il mondo attraverso l’accesso alle cure chirurgiche. Dal 1982, Operation Smile ha sviluppato competenze nella mobilitazione di gruppi di medici volontari che partono nelle aree sottosviluppate per condurre missioni chirurgiche, nel rispetto dei più alti standard di cura e sicurezza. Operation Smile aiuta a ridurre il divario nell’accesso a cure sicure, interventi chirurgici tempestivi grazie al lavoro in collaborazione con gli ospedali, governi e ministeri della salute, grazie alla formazione del personale medico locale e donando forniture mediche e attrezzature necessarie alle aree chirurgiche in tutto il mondo.

Fondata in Virginia, dove ha sede, Operation Smile ha esteso il suo raggio d’azione mondiale a più di 60 paesi attraverso la sua rete di chirurghi accreditati, pediatri, dottori, infermieri e studenti volontari.

60% DEGLI EUROPEI CONSUMA IL DOPPIO DELLO ZUCCHERO CONSIGLIATO

Oltre il 60% degli europei consuma ogni giorno quasi il doppio della dose di zucchero consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); inoltre, più dei due terzi dei soggetti interessati ritiene di non ricevere sufficienti informazioni per migliorare la propria alimentazione e ridurre la quantità di zuccheri entro i limiti raccomandati. E’ quanto emerge da un’indagine online promossa dall’ Alliance for a Cavity-Free Future (ACFF), realizzata da Toluna nel settembre 2015 e supportata da Colgate-Palmolive Company, su un campione di 7.510 adulti europei di età superiore ai 18 anni.
Le attuali linee guida dell’OMS raccomandano che adulti e bambini riducano la loro assunzione giornaliera di zuccheri a meno del 10% del loro consumo calorico totale (50 grammi al giorno, ovvero 4 cucchiai, con una dose ideale di meno del 5%).
“Il fatto che la maggioranza degli europei consumi una quantità eccessiva di zucchero” ha dichiarato Paula Moynihan, professore di nutrizione e salute orale presso l’Università di Newcastle, Regno Unito “significa che sta aumentando notevolmente il rischio di sviluppare carie, così come altri problemi di salute. Come professionisti abbiamo la responsabilità di fornire al pubblico i mezzi per comprendere meglio i rischi per la salute connessi con il consumo di quantità eccessive di zucchero”.
Un dato importante emerso in seguito all’indagine è che il 60% degli europei vorrebbe lavorare con il team odontoiatrico per migliorare la propria igiene orale personale, utilizzando anche un semplice sistema di punteggio che possa aiutarli a comprendere meglio il loro rischio di sviluppare carie.
“La buona notizia è che i nostri pazienti vogliono conoscere meglio il loro rischio carie. È molto importante educare i pazienti sulla prevenzione e supportarli in modo efficace”, ha detto Svante Twetman, co-presidente del Capitolo ACFF paneuropeo e professore di Cariologia presso la Facoltà di Salute e medicina Scienze, Università di Copenhagen, Danimarca.
L’ACFF sostiene i professionisti di tutto il mondo migliorare la prevenzione e la gestione della carie attraverso il Sistema internazionale di classificazione e gestione della carie (ICDAS/ICCMS™). Questo sistema aiuta l’identificazione del rischio individuale per ogni singolo paziente e consente di intraprendere le giuste azioni per arrestare il progredire della carie.
In Italia è attivo da aprile 2015 un board ACFF (Alliance for a Cavity-Free Future), composto dai maggiori esperti nazionali nel campo di odontoiatria/pediatria/nutrizione e salute pubblica, il cui obiettivo è promuovere iniziative mirate a fermare lo sviluppo ed il progredire della carie. Due degli obiettivi principali del board sono il miglioramento della salute orale attraverso una prevenzione efficace ed economicamente accessibile e fornire agli odontoiatri strumenti educativi aggiornati per la diagnosi precoce e per l’educazione del paziente.

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STUDIO DENTISTICO ANZIO

PROPOSTO A MINISTRO LORENZIN UN PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE ORALE

Laura Strohmenger, direttore di Unità operativa complessa della Clinica odontoiatrica dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, coordinatrice del Centro di epidemiologia orale e odontoiatria di comunità dell’Organizzazione mondiale della sanità presso l’università degli Studi del capoluogo lombardo, ha lanciato un appello rivolgendosi a Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, affinchè venga realizzato un Piano nazionale di prevenzione orale.

Viviamo in un Paese che non solo non investe in odontoiatria pubblica, ma non investe nemmeno in odontoiatria preventiva. Un capitolo negletto da decenni”, uno “scandalo”.

“L’unico modo per chiedere scusa ai cittadini sarebbe quello di lanciare un percorso di prevenzione obbligatorio e gratuito: nei reparti nascita, nelle scuole dell’infanzia, coinvolgendo i medici, i pediatri e gli odontoiatri del servizio sanitario pubblico”.

Il Ministro Lorenzin “potrebbe passare alla storia diventando il primo ministro della Salute a colmare questa grave lacuna” che minaccia la salute orale degli italiani. Il desiderio di Strohmenger è che la prevenzione si concentri sui bambini e non solo sugli adulti, così da “costruire una generazione di gente sana, che ha imparato i comportamenti giusti ed è in grado di mantenerli e trasmetterli”.

La patologia cariosa è una delle più diffuse secondo l’Oms – spiega l’odontoiatra – tanto da essere considerata una malattia sociale, con altri tassi di incidenza in tutti i Paesi del mondo, e la quarta più costosa in termini economici. In Italia il 20% dei bambini a 4 anni, uno su 5, ha almeno una lesione cariosa. Il dato è del 2005, ma quest’anno effettueremo un nuovo rilevamento e i risultati saranno disponibile per fine dicembre”. “Oggi i bimbi malati di carie sono quasi sempre solo quelli che mangiano male. Eppure finora non siamo riusciti a far capire ai cittadini che il fattore di rischio principale per la salute orale è proprio l’alimentazione sbagliata, problema di grande attualità e sempre più diffuso”.

Secondo Strohmenger andrebbe proposto “un vero e proprio programma di prevenzione della carie e della gengivite nei bambini, inserito come percorso obbligatorio e gratuito all’interno del SSN. Un piano articolato a 360 gradi, diffuso a tutti, certificato dalle evidenze scientifiche”. “Bisogna fare informazione alla gente, alle mamme in gravidanza, ai medici, agli infermieri, agli operatori scolastici e a quelli sociali”, per riuscire a modificare in modo stabile le abitudini dei più piccoli. “Un intervento di tipo comunicativo ed educativo a largo spettro, con l’impegno del mondo della pediatria e dell’odontoiatria pediatrica a diffondere le buone pratiche di igiene orale e alimentare. Tutto questo unito a pochissimi interventi specialistici, sui bambini già malati o più a rischio”.

Strohmenger ha specificato come interventi di questo tipo siano già attivi da tempo in altri Paesi, riscontrando un grande successo. Una buona prevenzione orale ridurrebbe anche la necessità di ricorrere alle cure del dentista, a cui sempre più cittadini rinunciano per colpa della crisi economica. Secondo i dati Istat relativi al 2013, il ricorso alle cure odontoiatriche in Italia ha subito una flessione giungendo al 37,9%, dal 39,3% del 2005. E’ inoltre aumentata fino al 29,2%, contro il 24% del 2005, la percentuale di soggetti che ha deciso di dilazionare tali visite in un periodo più lungo, da uno a tre anni. Il ricorso ai dentisti che esercitano la libera professione è sceso dal 34,7% al 32,3%, mentre è rimasta stabile al 5% la quota coperta dal settore pubblico o convenzionato.

Dato fondamentale e che fa riflettere è che, tra coloro che rinunciano alle visite dal dentista, l’85,2% lo fa a causa di un fattore economico.

“Il cittadino che deve pagarsi le cure odontoiatriche – dichiara Strohmenger – continua a manifestare un grande disagio”.

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BAMBINI: DIETA, SALUTE ORALE E UN DATO ALLARMANTE

Questi i risultati di una scioccante ricerca svolta in Inghilterra. L’allarme lanciato dal governo britannico invita i genitori a controllare con molta più attenzione l’alimentazione dei propri figli, inoltre sta preparando una strategia in materia di obesità infantile, prendendo anche in considerazione la possibilità di applicare delle tasse su bevande e cibi zuccherati.

A 5 anni di età un bambino dovrebbe consumare l’equivalente di cinque zollette di zucchero al giorno, ma in media ne assume almeno il doppio. In questo modo, nel corso di un anno, bambini di età compresa tra quattro e dieci anni consumano circa 5.500 cubetti di zucchero, pari al peso medio che si ha a cinque anni.

Da qui è nata l’idea di una nuova applicazione gratuita che aiuta ad individuare il contenuto di zuccheri presenti in cibi e bevande (tramite la scansione del codice a barre dei prodotti), sperando di riuscire in questo modo ad incoraggiare i genitori ad essere più attenti e coscienziosi, quando si tratta della salute dei loro figli.

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L’OMS DICHIARA “GUERRA” ALLO ZUCCHERO: MASSIMO 50 GRAMMI AL GIORNO

Attenzione alla quantità di zucchero che si consuma nell’arco di una giornata. A lanciare l’allarme sono le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che indicano in 50 grammi al giorno, circa 12 cucchiaini da tè, la quantità limite da non superare per evitare problemi di salute. Secondo gli esperti, non più del 10% del fabbisogno energetico giornaliero di una persona dovrebbe provenire dagli zuccheri. Ma per i bambini si dovrebbe scendere al 5%.

La “guerra” dichiarata dall’Oms allo zucchero non accontenta tutti: i critici verso la campagna – riporta il quotidiano britannico ‘Daily Mail’ – sottolineano come lo zucchero stia diventando come il tabacco: con lobby industriali che ne difendono il consumo in tantissimi prodotti.

In Nord e Centro America si arrivano a consumare 95 grammi di zucchero al giorno (19 cucchiaini da tè), ma in Sud America si toccano i 130 grammi (26 cucchiaini). L’Europa si attesa su 101 grammi di media (20 cucchiaini). “Una sola lattina di soda dolcificata con zucchero contiene fino a 40 grammi di saccarosio (circa 10 cucchiaini da tè) – spiega Francesco Braca, direttore del Dipartimento dell’Oms per la nutrizione, la salute e lo sviluppo – . In Europa queste percentuali variano da circa 7-8% in Ungheria e Norvegia al 16-17% della Spagna e del Regno Unito. Ma in Portogallo, tra i bambini, si arriva anche al 25%.

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studio dentistico anzio

MANTENITORE DI SPAZIO: PRESERVARE IL LEEWAY SPACE

Il recupero dello spazio è una delle problematiche fondamentali nella pratica ortodontica. A questo scopo si sceglie di tenere come arcata guida quella mandibolare, la quale presenta solitamente limitazioni maggiori rispetto al mascellare superiore. In linea teorica sarebbe possibile recuperare spazio in 2 diverse direzioni: in senso trasversale e in senso mesio-distale (quindi antero-posteriormente). Esistono differenze di entità e modalità di recupero dello spazio dipendenti anche dal settore interessato, a seconda che si tratti di quello anteriore, laterale o posteriore.

Il Leeway space costituisce probabilmente la riserva di spazio principale nei settori posteriori dell’arcata inferiore e, in misura estremamente ridotta, in quella superiore. Si tratta dello spazio – attestabile attorno ai 2-2,5 mm – che si viene a formare nel corso della fase tardiva della permuta dentaria a seguito dell’esfoliazione del secondo molare deciduo, che viene sostituito dal secondo premolare permanente, dotato di un diametro mesio-distale inferiore.

Questa riserva potrà essere ovviamente sfruttata nei pazienti in cui è richiesto un recupero fino a 4-5 mm per l’intera arcata, dopodiché andrà necessariamente affiancata ad altre strategie cliniche.

Naturalmente, il sistema di compensazione del nostro organismo farebbe sì che in breve tempo lo spazio venga occupato dalla mesializzazione del primo molare permanente. Questo processo si previene con il posizionamento di un mantenitore.

Sorge quindi spontaneo domandarsi quali altre utilità abbiano i mantenitori di spazio e quali tipologie siano presenti sul mercato.

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In primo luogo, come detto, si posiziona un mantenitore tra quinto e sesto inferiore nel momento in cui si pianifica di sfruttare il Leeway space a fini ortodontici. Oltre a questo, i mantenitori possono essere indicati ogni qualvolta venga perso precocemente un elemento deciduo, per evitare che la mesializzazione di un elemento permanente posteriore vada a bloccare l’eruzione del succedaneo del deciduo perso. Ciò non vuol dire che la perdita precoce di un deciduo equivalga necessariamente alla necessità di posizionare un mantenitore. La stabilità occlusale, infatti, deriva da diversi altri fattori, tra i quali ad esempio il tono muscolare.

L’uso dei mantenitori è indicato, oltre che posteriormente, nel settore laterale.

Si distingueranno due tipologie principali di mantenitore di spazio propriamente detto. Quello fisso cementato è un’anello metallico bandato intorno al dente e saldato a una struttura interposta allo spazio. Esistono poi mantenitori rimovibili in resina, sicuramente vantaggiosi per quanto riguarda l’igiene orale domiciliare, che richiedono maggiore compliance da parte del piccolo paziente.

Sono tuttavia considerati mantenitori di spazio tutti quei dispositivi atti a minimizzare la spinta disto-mesiale di elementi come i sesti, come nel caso dell’arco linguale.

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