DA OGGI PUOI PAGARE IN COMODE RATE SENZA INTERESSI: SCOPRI PAGODIL

Cofidis, gruppo finanziario internazionale specializzato da oltre 30 anni nel credito on line e telefonico, in collaborazione con Centax, ha sviluppato un interessante servizio che permette al cliente di pagare un acquisto a rate senza spendere un centesimo in più rispetto al prezzo dell’articolo scelto. Non si tratta infatti di un finanziamento, ma di una semplice dilazione a zero spese: Pagodil è offerto senza interessi né spese aggiuntive, nessun costo di apertura pratica né imposta di bollo. Non saranno necessarie buste paga o certificazioni di reddito.

Si può richiedere Pagodil direttamente in cassa, in tutti i negozi convenzionati, riconoscibili da una vetrofania all’ingresso o da materiale promozionale esposto all’interno del punto vendita. Il meccanismo è molto semplice. Cofidis si occuperà di saldare in pochi giorni quanto dovuto al centaxnegoziante, e il cliente rimborserà l’importo alla finanziaria a rate mensili, ricordiamo senza spese né interessi, tramite addebito diretto sul conto corrente. Anche se non sarà addebitato nulla al momento, il cliente dovrà avere con sé una carta PagoBancomat o un assegno, che serviranno semplicemente a fornire le coordinate bancarie ed attivare il piano di dilazione (da 1 a 12 mensilità).

Sarà necessario inoltre avere a disposizione un cellulare per ricevere un codice di sicurezza indispensabile a completare la transazione, un documento d’identità valido e il codice fiscale. Al termine dell’operazione verrà richiesto di apporre una firma sulla ricevuta emessa dal Pos, che contiene le condizioni del servizio. La carta PagoBancomat necessaria a rilevare le coordinate per il rimborso può essere utilizzata solo dal titolare, e viene richiesto il PIN per confermarne la validità. In alternativa, l’assegno, non compilato, sarà restituito e potrà essere tranquillamente riutilizzato.

L’importo massimo dilazionabile è stabilito dagli esercenti, è quindi necessario informarsi preventivamente alla cassa. Non è possibile attivare più dilazioni Pagodil contemporaneamente, ma il servizio torna disponibile non appena concluso un rimborso. Maggiori informazioni disponibili sul sito http://www.cofidis.it.

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OPEN DAY INVISALIGN LUNEDI’ 29 MAGGIO 2017

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Invisalign e’ l’alternativa INVISIBILE E REMOVIBILE all’apparecchio fisso! Una terapia per allineare i tuoi denti senza fili metallici e attacchi fissi, con il solo utilizzo di mascherine trasparenti rimovibili.

Finalmente potrai sorridere senza imbarazzo.
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Ciascuna mascherina è realizzata soltanto ed esclusivamente per i tuoi denti.

Quando si sostituiscono le mascherine i tuoi denti si muovono, piano piano, settimana dopo settimana, finché non si saranno allineati nella posizione finale.

Se non conosci ancora questo rivoluzionario trattamento, lo Studio Dentistico Arioli è felice di invitarti alla “Giornata Invisibile”, durante la quale potrai sottoporti ad una visita ortodontica gratuita con lo Specialista in Ortodonzia.

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PROPOSTO A MINISTRO LORENZIN UN PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE ORALE

Laura Strohmenger, direttore di Unità operativa complessa della Clinica odontoiatrica dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, coordinatrice del Centro di epidemiologia orale e odontoiatria di comunità dell’Organizzazione mondiale della sanità presso l’università degli Studi del capoluogo lombardo, ha lanciato un appello rivolgendosi a Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, affinchè venga realizzato un Piano nazionale di prevenzione orale.

Viviamo in un Paese che non solo non investe in odontoiatria pubblica, ma non investe nemmeno in odontoiatria preventiva. Un capitolo negletto da decenni”, uno “scandalo”.

“L’unico modo per chiedere scusa ai cittadini sarebbe quello di lanciare un percorso di prevenzione obbligatorio e gratuito: nei reparti nascita, nelle scuole dell’infanzia, coinvolgendo i medici, i pediatri e gli odontoiatri del servizio sanitario pubblico”.

Il Ministro Lorenzin “potrebbe passare alla storia diventando il primo ministro della Salute a colmare questa grave lacuna” che minaccia la salute orale degli italiani. Il desiderio di Strohmenger è che la prevenzione si concentri sui bambini e non solo sugli adulti, così da “costruire una generazione di gente sana, che ha imparato i comportamenti giusti ed è in grado di mantenerli e trasmetterli”.

La patologia cariosa è una delle più diffuse secondo l’Oms – spiega l’odontoiatra – tanto da essere considerata una malattia sociale, con altri tassi di incidenza in tutti i Paesi del mondo, e la quarta più costosa in termini economici. In Italia il 20% dei bambini a 4 anni, uno su 5, ha almeno una lesione cariosa. Il dato è del 2005, ma quest’anno effettueremo un nuovo rilevamento e i risultati saranno disponibile per fine dicembre”. “Oggi i bimbi malati di carie sono quasi sempre solo quelli che mangiano male. Eppure finora non siamo riusciti a far capire ai cittadini che il fattore di rischio principale per la salute orale è proprio l’alimentazione sbagliata, problema di grande attualità e sempre più diffuso”.

Secondo Strohmenger andrebbe proposto “un vero e proprio programma di prevenzione della carie e della gengivite nei bambini, inserito come percorso obbligatorio e gratuito all’interno del SSN. Un piano articolato a 360 gradi, diffuso a tutti, certificato dalle evidenze scientifiche”. “Bisogna fare informazione alla gente, alle mamme in gravidanza, ai medici, agli infermieri, agli operatori scolastici e a quelli sociali”, per riuscire a modificare in modo stabile le abitudini dei più piccoli. “Un intervento di tipo comunicativo ed educativo a largo spettro, con l’impegno del mondo della pediatria e dell’odontoiatria pediatrica a diffondere le buone pratiche di igiene orale e alimentare. Tutto questo unito a pochissimi interventi specialistici, sui bambini già malati o più a rischio”.

Strohmenger ha specificato come interventi di questo tipo siano già attivi da tempo in altri Paesi, riscontrando un grande successo. Una buona prevenzione orale ridurrebbe anche la necessità di ricorrere alle cure del dentista, a cui sempre più cittadini rinunciano per colpa della crisi economica. Secondo i dati Istat relativi al 2013, il ricorso alle cure odontoiatriche in Italia ha subito una flessione giungendo al 37,9%, dal 39,3% del 2005. E’ inoltre aumentata fino al 29,2%, contro il 24% del 2005, la percentuale di soggetti che ha deciso di dilazionare tali visite in un periodo più lungo, da uno a tre anni. Il ricorso ai dentisti che esercitano la libera professione è sceso dal 34,7% al 32,3%, mentre è rimasta stabile al 5% la quota coperta dal settore pubblico o convenzionato.

Dato fondamentale e che fa riflettere è che, tra coloro che rinunciano alle visite dal dentista, l’85,2% lo fa a causa di un fattore economico.

“Il cittadino che deve pagarsi le cure odontoiatriche – dichiara Strohmenger – continua a manifestare un grande disagio”.

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LEGAME TRA DIABETE E MALATTIE PARODONTALI

Il legame tra diabete, malattia parodontale e nutrizione è stato al centro della quarta sessione europea del seminario Joslin-Sunstar Diabetes Education (JSDEI), organizzato dalla Fondazione Sunstar e dal Joslin Diabetes Center, tenutosi il 6 novembre a Barcellona. L’evento ha mirato a promuovere la collaborazione tra medici e odontoiatri nella lotta per la salute.

“Siamo molto lieti di contribuire a diffondere l’importanza del legame tra salute orale e salute sistemica,” commenta Masakazu Nakamura, amministratore delegato di Sunstar Suisse, partner della JSDEI.

Durante l’evento, è stato sottolineata l’esistenza di un rapporto bidirezionale tra diabete mellito e malattia parodontale: la parodontite raddoppia il rischio di sviluppare il diabete ed i diabetici hanno tre volte in più la probabilità di avere problemi di salute orale. 

Il dottor Mariano Sanz,  docente di Parodontologia presso l’Università di Madrid, Spagna, ha dichiarato che la parodontite è un potenziale fattore di rischio per varie malattie sistemiche, tra cui il diabete, le malattie cardiovascolari e l’artrite reumatoide, evidenziando come “in realtà, molti suggerimenti per prevenire i fattori di rischio dovrebbero essere dati dal dentista come parte del trattamento parodontale “.

E’ dunque stato sottolineato fondamentale il ruolo del dentista nella lotta contro queste gravi malattie, in collaborazione con altri professionisti della salute, per permettere ai pazienti di difendere al meglio la propria salute.

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Leggi anche: Fare diagnosi di parodontite può cambiare una vita

FARE DIAGNOSI DI PARODONTITE PUO’ CAMBIARE UNA VITA

Nell’attività clinica di tutti i giorni, la malattia parodontale è una patologia di frequente risconto che può manifestarsi con forme e gravità differenti, mantenendo sempre un carattere cronico-degenerativo.

L’Associazione Americana di parodontologia definisce la parodontite cronica come un’infiammazione della gengiva che si estende all’adiacente  apparato  di  supporto  del  dente.  Essa  è  caratterizzata  dalla  perdita  di  attacco clinico  (CAL)  dovuto  alla  distruzione  del  legamento parodontale  e dell’osso di supporto adiacente.

Trattandosi di una patologia multifattoriale, non si dovrà sottovalutare alcuna informazione, pertanto si procederà ad un’attenta raccolta dei dati anamnestici.

La compilazione della cartella clinica in ambito medico è una fase di importanza centrale nel contesto di qualunque presidio sanitario, sia esso una struttura pubblica o privata.

Anche la cartella clinica parodontale, quindi, dovrà avere una struttura ben precisa, che si può codificare in tre sezioni.

Innanzitutto saranno indagati i dati sull’età, la scolarità e la posizione lavorativa del paziente. Importantissimo il dato delle abitudini viziate, in primis il fumo e la valutazione di eventuali patologie correlate, in particolare il diabete, a tale scopo verranno poste domande sull’anamnesi patologica prossima e remota.

Problemi parodontali e correlazioni sistemiche

Video inserito su Youtube da waltayeb

In seconda analisi si porranno al paziente domande strettamente inerenti le sue abitudini di igiene orale e parodontali, nonché sulla sua percezione di problemi quali alitosi, sanguinamento, mobilità dentale, dolore a diversi tipi di stimolazione.

Infine l’ultima parte della cartella parodontale, verrà compilata grazie alle informazioni che il clinico riscontrerà durante l’esame clinico obiettivo. 

Saranno pertanto indagati:

  • Accumulo di placca
  • Sanguinamento al sondaggio
  • Profondità di sondaggio (PPD)
  • Perdita di attacco (CAL)

A corredo dell’esame clinico oltre alla panoramica, che deve essere sempre presente, può essere eseguito uno status radiografico, costituito da 16 radiografie endorali + due bite-wing.

Il momento cruciale per una corretta diagnosi della malattia parodontale rimane quindi quello di domandare al paziente le informazioni necessarie all’individuazione dei quadri patologici.

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Leggi anche: Legame tra diabete e malattie parodontali

PREVENZIONE DEI TUMORI E PROTEZIONE DELLA SALUTE ORALE

Sono state pubblicate sul sito del Ministero della Salute le nuove linee guida nazionali per la protezione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta.

L’aggiornamento arriva dopo sette anni dalla pubblicazione delle precedenti linee guida (risalenti al 2009), in seguito ad attenti studi del “Gruppo tecnico in materia odontoiatrica”, operante in passato già presso il Dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione del Ministero della Salute, il quale ha incaricato il Prof. Enrico Gherlone, Presidente del Corso di laurea magistrale in Odontoiatria e protesi dentaria presso l’Università “Vita Salute-San Raffaele” di Milano e Presidente del Collegio dei docenti, di coordinare un team che si occupasse specificatamente di questa tematica (all’interno del team ha lavorato anche il Presidente ANDI Gianfranco Prada).

Le linee guida sono state redatte sulla base delle indicazioni del Programma Nazionale Linee Guida (PNLG) e di quanto contenuto nel Manuale metodologico “Come produrre, diffondere ed aggiornare raccomandazioni per la pratica clinica”.

Gli argomenti che sono stati affrontati sono stati accompagnati da una serie di importanti raccomandazioni che vi riportiamo riassunte di seguito.

Prevenzione delle patologie dei tessuti duri dentari

  1. In considerazione dell’elevata incidenza di carie è importante che vengano aggiornati gli attuali metodi di prevenzione
  2. La carie dentale presenta un’elevata incidenza in Italia; è utile, pertanto, mettere in atto, in tutta la popolazione, indipendentemente dall’età, ogni presidio per prevenirla.
  3. Particolare attenzione va posta al tipo e alla frequenza di assunzione degli alimenti.
  4. L’utilizzo di paste dentifricie fluorate riduce l’incidenza della carie.
  5. Le paste contenenti casein phosphopeptide-amorphous e calcium phosphate contribuiscono ai processi di re-mineralizzazione delle superfici dentali.
  6. La sostituzione del saccarosio con lo xilitolo riduce l’incidenza della carie.
  7. L’adeguato spazzolamento dei denti riduce significativamente la presenza di placca dentale.
  8. L’utilizzo di uno spazzolino elettrico è raccomandabile.
  9. Per la prevenzione della carie, si raccomanda la sigillatura dei solchi e delle fessure.
  10. È necessario impostare un corretto programma di informazione e di educazione sull’importanza della prevenzione e del trattamento precoce dell’usura dentale.

Prevenzione dei tumori maligni del cavo orale

  1. Promuovere uno stile di vita sano, in particolare rispetto all’uso di alcoolici/superalcoolici e all’abitudine al fumo, specie se associati tra loro. Favorire lo screening e il follow–up periodico, soprattutto per i soggetti a rischio e valorizzare l’utilità di una regolare “auto-ispezione” del cavo orale.
  2. Sottoporre ad accurata visita del cavo orale, almeno una volta l’anno, gli individui di età superiore ai 40 anni e, specie in assenza di adeguate cure nel cavo orale, indipendentemente dall’età, coloro che fumano e/o consumano quotidianamente alcolici o superalcolici.
  3. Resta valida così come da “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta” – versione novembre 2010.
  4. Considerare come caso dubbio ogni lesione che si presenti come macchia o placca, nodulo o erosione-ulcera, o verrucosità, indipendentemente dai sintomi o dalle cause apparenti fino a quando non venga dimostrato il contrario mediante esame istologico
  5. Rimuovere ogni possibile causa apparente collegata ad una lesione, seguire l’evoluzione della stessa e considerare come caso dubbio quelle lesioni che non guariscono entro 14 giorni. Il miglioramento, dopo la rimozione della causa apparente, non è guarigione; bisogna continuare a considerare il caso come dubbio.
  6. In caso di lesioni dubbie non ritardare mai la diagnosi con terapie a base di vitamine, collutori, antibiotici o altro per un periodo di tempo superiore ai 14 giorni.
  7. In caso di forte sospetto diagnostico è necessario effettuare una biopsia; tale metodica seguita da analisi e valutazione del campione in laboratorio rappresenta, a tutt’oggi, l’esame gold standard nel determinismo diagnostico di una lesione sospetta. Il prelievo bioptico deve essere eseguito da personale adeguatamente formato. La tecnica bioptica deve essere escissionale per tutte quelle lesioni di dimensioni ridotte e localizzate in zone accessibili e non debilitanti per il paziente. In alternativa, va eseguita la tecnica incisionale a livello dei bordi della lesione, facendo attenzione a includere le aree cliniche più sospette, evitando le zone necrotiche.

    Nei prossimi giorni riassumeremo i punti fondamentali delle linee guida che riguardano anche la prevenzione delle patologie orali e dell’edentulia.

  8. Per tutte le informazioni, visitate il sito del Ministero della Salute, dove troverete il documento completo ufficiale

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Leggi anche: i programmi di screening nella diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori orali