PROPOSTO A MINISTRO LORENZIN UN PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE ORALE

Laura Strohmenger, direttore di Unità operativa complessa della Clinica odontoiatrica dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, coordinatrice del Centro di epidemiologia orale e odontoiatria di comunità dell’Organizzazione mondiale della sanità presso l’università degli Studi del capoluogo lombardo, ha lanciato un appello rivolgendosi a Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, affinchè venga realizzato un Piano nazionale di prevenzione orale.

Viviamo in un Paese che non solo non investe in odontoiatria pubblica, ma non investe nemmeno in odontoiatria preventiva. Un capitolo negletto da decenni”, uno “scandalo”.

“L’unico modo per chiedere scusa ai cittadini sarebbe quello di lanciare un percorso di prevenzione obbligatorio e gratuito: nei reparti nascita, nelle scuole dell’infanzia, coinvolgendo i medici, i pediatri e gli odontoiatri del servizio sanitario pubblico”.

Il Ministro Lorenzin “potrebbe passare alla storia diventando il primo ministro della Salute a colmare questa grave lacuna” che minaccia la salute orale degli italiani. Il desiderio di Strohmenger è che la prevenzione si concentri sui bambini e non solo sugli adulti, così da “costruire una generazione di gente sana, che ha imparato i comportamenti giusti ed è in grado di mantenerli e trasmetterli”.

La patologia cariosa è una delle più diffuse secondo l’Oms – spiega l’odontoiatra – tanto da essere considerata una malattia sociale, con altri tassi di incidenza in tutti i Paesi del mondo, e la quarta più costosa in termini economici. In Italia il 20% dei bambini a 4 anni, uno su 5, ha almeno una lesione cariosa. Il dato è del 2005, ma quest’anno effettueremo un nuovo rilevamento e i risultati saranno disponibile per fine dicembre”. “Oggi i bimbi malati di carie sono quasi sempre solo quelli che mangiano male. Eppure finora non siamo riusciti a far capire ai cittadini che il fattore di rischio principale per la salute orale è proprio l’alimentazione sbagliata, problema di grande attualità e sempre più diffuso”.

Secondo Strohmenger andrebbe proposto “un vero e proprio programma di prevenzione della carie e della gengivite nei bambini, inserito come percorso obbligatorio e gratuito all’interno del SSN. Un piano articolato a 360 gradi, diffuso a tutti, certificato dalle evidenze scientifiche”. “Bisogna fare informazione alla gente, alle mamme in gravidanza, ai medici, agli infermieri, agli operatori scolastici e a quelli sociali”, per riuscire a modificare in modo stabile le abitudini dei più piccoli. “Un intervento di tipo comunicativo ed educativo a largo spettro, con l’impegno del mondo della pediatria e dell’odontoiatria pediatrica a diffondere le buone pratiche di igiene orale e alimentare. Tutto questo unito a pochissimi interventi specialistici, sui bambini già malati o più a rischio”.

Strohmenger ha specificato come interventi di questo tipo siano già attivi da tempo in altri Paesi, riscontrando un grande successo. Una buona prevenzione orale ridurrebbe anche la necessità di ricorrere alle cure del dentista, a cui sempre più cittadini rinunciano per colpa della crisi economica. Secondo i dati Istat relativi al 2013, il ricorso alle cure odontoiatriche in Italia ha subito una flessione giungendo al 37,9%, dal 39,3% del 2005. E’ inoltre aumentata fino al 29,2%, contro il 24% del 2005, la percentuale di soggetti che ha deciso di dilazionare tali visite in un periodo più lungo, da uno a tre anni. Il ricorso ai dentisti che esercitano la libera professione è sceso dal 34,7% al 32,3%, mentre è rimasta stabile al 5% la quota coperta dal settore pubblico o convenzionato.

Dato fondamentale e che fa riflettere è che, tra coloro che rinunciano alle visite dal dentista, l’85,2% lo fa a causa di un fattore economico.

“Il cittadino che deve pagarsi le cure odontoiatriche – dichiara Strohmenger – continua a manifestare un grande disagio”.

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IL CONSENSO INFORMATO IN ODONTOIATRIA TRA DOVERI DEL MEDICO E DIRITTI DEL PAZIENTE

Il consenso informato costituisce atto obbligatorio preliminare dell’odontoiatra e necessario presupposto per il legittimo espletamento di una qualsiasi attività sanitaria. Esso tutela il diritto del paziente ad essere preventivamente informato circa un determinato trattamento sanitario ed a decidere se accettare il trattamento o meno in virtù del diritto di autodeterminazione terapeutica costituzionalmente riconosciuto dagli artt. 13-32 della Costituzione.

Il consenso, per legittimare il trattamento terapeutico, non può essere considerato un mero adempimento burocratico; esso costituisce un vero e proprio obbligo civile e disciplinare. Esso deve essere “libero” ed “informato” nel senso che deve essere fornito dal medico mediante un linguaggio comprensibile, completo di tutte le informazioni circa i costi e i benefici del trattamento terapeutico affinché il paziente possa consapevolmente decidere se accettare le cure proposte; deve altresì essere “esplicito” nel senso che deve essere manifestato espressamente dal paziente e riguardare uno specifico trattamento terapeutico.

La materia risulta particolarmente delicata proprio in ambito odontoiatrico in ragione della tipologia dei trattamenti da eseguirsi sulla persona che possono andare ad incidere anche sull’aspetto estetico del paziente. Per tale ragione è fondamentale che l’informativa al paziente sia il più possibile dettagliata, esaustiva e comprensiva anche dei rischi e dei costi che il trattamento terapeutico richiede.

La violazione del dovere di informazione può comportare una responsabilità civile e penale dell’odontoiatra, con la conseguenza che in caso di contenzioso con il paziente sarà il medico a dover provare il corretto adempimento dell’obbligo posto a suo carico.

Da un punto di vista deontologico, invece, l’inosservanza dell’obbligo di acquisizione del consenso può costituire un illecito di natura disciplinare.

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